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Novembre 02 2020

Carglass abbandona il settore carrozzeria

La novità è rilevante e di un certo peso: Carglass, il marchio del colosso multinazionale Belron, abbandona ogni progetto nel settore carrozzeria e cede la rete in franchising.
Le carrozzerie che avevano aderito al progetto Carglass (prima Euro Car Point) si troveranno presto a far parte di una nuova rete gestita da un gruppo italiano.

La ritirata della multinazionale insegna una sola cosa: restacentrale e prevalente sul mercato la figura del carrozziere indipendente che garantisce riparazioni a regola d’arte, con massima trasparenza nel preventivo e in fattura, potendo contare su una libertà totale nell’elaborare tariffe e scegliere fornitori. Il fallimento del progetto industriale applicato al  campo artigiano dimostra al contrario che il carrozziere indipendente può diventare ancora più forte se fa squadra assieme alle migliaia di riparatori autonomi.


Riportiamo anche alcune considerazioni della fonte di queste informazioni, ilCarrozziere.it, che riteniamo più che ragionevoli:
– Tentare di lavorare per le assicurazioni è stata anche per la multinazionale un’operazione economicamente fallimentare? In ogni caso  è comunque molto difficile trovare aziende che riescano a lavorare a tariffe di manodopera risicate, rispettando tempi di lavorazione imposti e prefissati da terzi. Se si gioca al ribasso (come è parso che il progetto fosse orientato), diventa complicato coinvolgere carrozzerie che oltre alle fee di affiliazione avrebbero dovuto corrispondere anche una percentuale sul proprio fatturato.
– Quand’anche Carglass o un qualunque altro colosso dovesse trovare una rete di riparatori che accettino le tariffe imposte, si crea un altro problema: la canalizzazione forzata degli automobilisti danneggiati. Infatti la legge in Italia, che sul tema è l’unico stato europeo ad avere una simile esplicita norma, parla chiaro: il danneggiato  è libero di scegliere il proprio carrozziere indipendente, autonomo, di fiducia o di fiducia dell’assicuratore debitore.
– Perché la multinazionale esce dal settore non si sa; potranno certamente esserci  ragioni di difficoltà di gestione del progetto… nel 2020, con le normative vigenti anche in tema di concorrenza, con le sentenze dei giudici di ogni ordine e grado, sia impossibile per una multinazionale investire su piani industriali che si basano su un presupposto illegittimo e contro la legge, come la canalizzazione forzata. In altri termini non ci si fida del fatto che le compagnie possano continuare ad assicurare il lavoro in un quadro normativo che non permette la canalizzazione forzata.
– E’ evidente che lavorare su incarico del cliente proprietario del veicolo è cosa diversa che lavorare nell’interesse della compagnia.



Rapida è arrivata anche la nostra considerazione in merito, in queste parole ricche di significato e verità:

“Crediamo sia interessante esprimere un commento su questo argomento per sensibilizzare la categoria a non farsi ammaliare e affascinare da pseudo-convenzioni con gruppi che non hanno idea di cosa significhi esercitare la nostra professione. Gestire una carrozzeria non è solo muovere numeri e auto, ma un costante lavoro di aggiornamenti per eseguire lavori a regola d’arte, empatia  per costruire rapporti di fiducia con il cliente ed infine capacità di gestire un team di lavoro per essere efficienti.
Tutto questo non può essere svolto semplicemente con quotazioni riparative al ribasso… non siamo prestatori di manodopera, siamo carrozzieri!”


Alleghiamo anche la lettera scritta dal nostro Consigliere Daniele Parodi:
“E’ notizia di pochi giorni fa: Carglass ha ceduto il ramo carrozzeria!
Dopo tanti proclami, tanta pubblicità e non nascondiamocelo, aver fatto tanta paura a tutti noi carrozzieri che pensavamo di non lavorare più, se non accettando le loro assurde condizioni… e qualcuno lo ha pure fatto.
In passato ci avevano già provato le concessionarie che, per ottimizzare i costi e moltiplicare i profitti realizzarono carrozzerie all’interno delle loro strutture. Tutti noi pensavamo che non avremmo più lavorato.
Dopo di loro è venuto il turno delle compagnie assicurative, piene di soldi da investire per creare carrozzerie proprie nelle quali autoliquidarsi i danni che avrebbero dovuto risarcire, arrivando poi a distribuire il lavoro verso le carrozzeria convenzionate, secondo il principio: i rischi sono i tuoi e i guadagni sono miei!
Carglass è stata l’apice di questa minaccia: …lavoreremo tutti per loro …ci sottrarranno i clienti …dovremo lavorare a tariffe bassissime…
Oggi anche questi ultimi temerari riprendono la via di casa!
Non sappiamo in realtà a cosa sia dovuta questa scelta ma conoscendo il settore è facile immaginare perché questi grandi imprenditori non riescano a tenere in piedi aziende come le nostre.
La verità è che in carrozzeria avere soldi e mezzi non significa saper riparare un’auto, perché un incidente stradale non è solo la somma algebrica dei ricambi e delle ore di mano d’opera occorrenti alla riparazione; perché dietro ad una riparazione c’è un cliente, e che a volte per accontentarlo si è costretti ad accollarsi dei rischi che sarebbero inaccettabili per una multinazionale che guarda solo i numeri e i risultati; perché se giochi al ribasso risparmiando su tutto e su tutti non puoi eseguire una riparazione a regola d’arte; perché non basta il portafoglio gonfio, serve soprattutto qualcosa che nessun conto corrente può avere, ovvero la passione di un artigiano, la passione e l’impegno che noi noi tutti piccoli Davide mettiamo per affrontare i vari Golia di turno.
E allora coraggio colleghi, alziamo la testa, tutto questo dimostra che se si fa squadra il carrozziere indipendente può diventare ancora più forte insieme ad altri riparatori autonomi!
L’ACpGe è da sempre al fianco di tutti i carrozzieri che vogliono lavorare in modo pulito e indipendente senza che vengano costretti ad accettare le assurde condizioni delle prepotenti lobby assicurative e delle multinazionali di turno che pensano di poter mangiare al nostro tavolo lasciandoci la scodella con le ossa, il rimasuglio del loro banchetto.
L’unione fa la forza e mai come in questo momento vi sono le condizioni per poter ottenere dei risultati importanti se si è uniti.
Tutti abbiamo bisogno dell’associazione e l’associazione ha bisogno di tutti!!!”


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